Un’impresa al femminile

Si è già fortunatissimi quando si ha accesso all’acqua. Sembra, anzi, un autentico miracolo vedere sgorgare quelle gocce purissime e trasparenti dalle profondità di una terra troppo spesso arida e avara.

Qualcuno di noi potrà certo stupirsi di questa affermazione, che può sembrare perfino bizzarra per chi ha in casa rubinetti da poter aprire all’istante, per far scorrere acqua fresca, pulita e potabile in quantità. Però non è così in tutto il mondo. E in tutta l’Africa sub-sahariana è già una notevole fortuna avere un pozzo nelle vicinanze del proprio villaggio.

Avere un pozzo mette al riparo dalle malattie, ma significa anche poter sviluppare piccole colture con cui sfamarsi.

Così le donne di Mongo (Ciad) hanno iniziato, divise in gruppi, a coltivare appezzamenti di terreno, per dar da mangiare ai propri figli e alla propria gente. Donne forti, coraggiose, come quasi tutte le donne africane sanno essere, che non temono la fatica dello stare per ore curve nei campi sotto il sole.

Ma serve acqua per irrigare le coltivazioni e far crescere verdure e legumi. Senza una motopompa che capti l’acqua del pozzo e la distribuisca nel campo, si è costretti ad attingere l’acqua direttamente dal pozzo con delle taniche, caricare gli asini con i pesanti recipienti riempiti dagli uomini e condurli presso il campo da irrigare. Dopodiché le donne, sollevando le pesanti taniche o travasandole in recipienti più piccoli, devono spargere l’acqua per tutte le colture del campo. Una fatica immane. Un lavoro lungo e laborioso che potrebbe essere facilmente ovviato con l’acquisto di una motopompa che, con una semplice tubazione, porti l’acqua nel campo, dopo averla pescata dal pozzo.

Fin troppi di noi conoscono la fatica quotidiana del lavoro, specie chi svolge attività manuali, e sa altrettanto bene che gesto di vera generosità sia alleviare una fatica attraverso uno strumento utile. Offrire strumenti come opportunità di crescita. Questo fa il gesuita Franco Martellozzo, che vive a Mongo. Si tratta di alleviare gli sforzi di giovani donne, che oltre a dedicarsi al lavoro nei campi, si occupano della casa, della cucina, delle incombenze quotidiane, dei figli.

Le avete mai viste lavorare chine a sfiorare la terra, cullando con amore i loro fagottelli sulla schiena? Una vera fatica piena d’amore per loro che la ripetono ogni giorno instancabilmente. Col loro lavoro danno serenità e conforto al piccolo che dondola e si addormenta al ritmo dei loro gesti di speranza per il futuro, per la famiglia e per il Paese.

Così in uno dei tanti viaggi nasce l’idea di uno dei molti progetti: raccogliere fondi e comprare le pompe sul posto. Una motopompa costa circa 600 euro, può irrigare tre grandi orti per tre gruppi di 30 donne e permette un raccolto più abbondante di legumi locali, molto apprezzati dalle famiglie per la salsa giornaliera, ma anche di verdure che si possono vendere al mercato.

di Fabiola Caporalini