Silvio Pagliari’s interview on Il Corriere dello Sport

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Pagliari, il mercato di gennaio sposterà gli equilibri nella corsa scudetto?
«Certamente, perché a questi livelli un campione in più in rosa può alterare i rapporti di forza. Anche perché non ci sarà nessuna fuga, si arriverà al rush finale con 2-3 punti di distacco».

Sarà un mercato più ricco per le italiane?
«Sì, è dall’anno scorso che si sta tornando ai livelli del passato. Il nostro campionato, del resto, è tornato in auge: quest’anno viene subito dopo la Premier League, più bello di Liga e Bundesliga. Sono ottimista».

Quale sarà il colpo?
«Güngodan alla Juve o un ritorno di Lavezzi in Italia».

Gabbiadini resterà a Napoli?
«Manolo ha tantissime richieste, in Italia e all’estero, ma è dichiarato incedibile dal Napoli, quindi…».

Quanto conterà la prospettiva Euro 2016 nelle scelte dei giocatori?
«Tutti vogliono mettersi in mostra agli occhi di Conte, è chiaro che per chi è in una grande squadra è più difficile. Però è anche vero il contrario: se Zaza e Gabbiadini giocano nella Juve e nel Napoli è perché sono da squadra top».

Immobile resterà davvero a Siviglia?
«Lo hanno un po’ bloccato dopo le ultime prestazioni positive. E’ già in una grande squadra: per muoversi, dovrebbe andare a migliorare, e non è detto che poi giocherebbe di più. Non sono convinto di un suo ritorno».

Lavezzi è il rinforzo giusto per l’Inter?
«Sì, perché conosce il campionato italiano, e tatticamente può sia giocare tra le linee che fare la seconda punta, integrandosi bene con Jovetic e Icardi. E’ un giocatore importante».

Eder potrebbe essere una pista più percorribile?
«Lo considero dello stesso valore tecnico del Pocho, un giocatore importante, che vede la porta e che può integrarsi molto bene».

La Juve farebbe bene a cedere Zaza all’estero?
«Bisogna capire che progetto hanno su di lui. Per me Zaza nel parco attaccanti della Juve può starci tranquillamente, poi dipende dagli spazi che potrà avere. E’ anche scelta personale del ragazzo».

Arriverà un top player in bianconero?
«In mezzo al campo serve un giocatore importante e alla Juve lo sanno: dico di sì e penso a Gündogan. E’ vero che è tornato Khedira, ma serve un sostituto di Pirlo: gli altri si stanno adattando».

Intanto ha bloccato Mandragora: è il nuovo Verratti?
«Un ottimo giocatore, ma che ha altre caratteristiche. Per me Verratti è un top player ed è l’unico che assomiglia a Pirlo».

La Juve segue anche Sensi: dove andrà alla fine il baby del Cesena?
«E’ esploso in questi mesi, deve completare un percorso di crescita restando a Cesena almeno fino a luglio. Può prenderlo il Milan, ma attenzione anche alla Juve».

Chi sono gli altri giovani da seguire in B?
«Valzania del Cesena, classe ‘96, già comprato in estate dall’Atalanta, e Crecco della Lazio, che è in prestito a Lanciano».

Come si muoverà il Napoli?
«Investirà parecchi soldi per un centrocampista e un difensore. André Gomes è un giocatore forte, certo migliorare quel trio in mezzo al campo non è facile: dove trovare una mezzala più forte di Hamsik?».

La squadra di Sarri sarebbe già da scudetto?
«Da scudetto lo è già, prima dei rinforzi. E se la giocherà con Inter, Juve, Roma. E ci metto anche la Fiorentina».

Ha fatto bene la Roma a confermare Garcia?
«La squadra sta rendendo al di sotto delle sue possibilità, però ha le capacità e le individualità per ripartire».

Giusto cedere Iturbe all’estero?
«Sì, aveva poco spazio e doveva dimostrare il suo valore. A Roma ha pagato dazio per questioni tattiche: a lui servono spazi».

Perotti o El Shaarawy: chi è l’uomo giusto per sostituirlo?
«Entrambi. Sono ottimi giocatori, anche se vengono da periodi totalmente diversi: Perotti sta facendo benissimo al Genoa, El Shaarawy è reduce da annate in chiaroscuro».

La Fiorentina di Paulo Sousa lotterà fino in fondo per il titolo?
«Ha una solida organizzazione tattica e, con il Napoli, ha espresso il più bel gioco de campionato. E’ una candidata, di sicuro può arrivare tra le prime tre».

Cosa servirebbe ai viola per un salto di qualità?
«Difficile migliorare questa rosa, servirebbe magari qualche ricambio in mezzo al campo e in avanti. Il top player ce l’ha già: è Paulo Sousa. Lo seguivo dai campionati stranieri ma non pensavo che facesse così bene».

Cosa farà Pepito Rossi?
«Andrà a giocare. E da amante del calcio, mi sento già meglio al pensiero di vederlo in campo. Deve ritrovare la forma fisica. Io dico: Genoa».

Il Milan ha fatto bene a continuare con Mihajlovic?
«Sì, doveva solo ambientarsi. Ha una buona squadra ma non una grande squadra. Bisogna dargli il tempo per inculcare le sue idee».

Cosa deve correggere sul mercato?
«Squadra da rafforzare in difesa e a centrocampo, dove non è forte come in avanti. Serve gente da Milan».

Il caso El Shaarawy mette in crisi la formula dei prestiti con obbligo di riscatto?
«No, resta un buon escamotage per trovare l’accordo tra i club. Quanto accaduto tra Monaco e Milan è una casualità, nessuno avrebbe mai pensato che avrebbero fermato il giocatore per non pagare il riscatto».

Dopo Bisevac, cosa farà la Lazio?
«Di solito Lotito e Tare sbagliano poco in fatto di acquisti. Quest’anno è partita forse un po’ appagata la Lazio, servirà qualcosa in tutti i reparti per tornare in corsa per l’Europa».

Zidane è l’uomo giusto per il Real Madrid?
«Non amo molto i grandi nomi in panchina senza una gavetta alle spalle: è una scelta che alla lunga non paga».

Perché Benitez ha fallito?
«Difficile dirlo, credo non avesse un buon feeling con i senatori».

Ancelotti al Bayern, Guardiola al City. E Mourinho?
«Non sono convinto che andrà subito in qualche altra squadra. A luglio lo vedo allo United o anche allo stesso Real».

Dove sarà Conte dopo Euro 2016?
«Alla Roma».

Chi arriverà in Nazionale?
«Capello, non ho dubbi».

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