Silvio Pagliari at transfermarket forum of Tuttosport

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Silvio Pagliari è stato ospite nella redazione di Tuttosport per un grande forum sul calciomercato all’indomani della chiusura delle trattative. Una tavola rotonda con gli agenti più importanti del calcio italiano, il Direttore Vittorio Oreggia ed i giornalisti del quotidiano torinese. Un pomeriggio affrontando le tematiche inerenti la sessione di mercato appena conclusa e quelle riguardanti la situazione attuale del nostro calcio a tutti i livelli, lanciando anche uno sguardo alla prossima estate. Queste le sue parole.

Su Pogba.
“Ogni volta che gioca ingolosisce club come Real e United”.

Sulle idee e sul coraggio.
“Noi siamo stati i più bravi, il dramma è che ci sentiamo ancora così. Sul mercato invece non abbiamo più idee e coraggio. Se vendi Pogba e Cuadrado non puoi non rimpiazzarli dignitosamente. La Juve vendeva Zidane e andava avanti… Marotta sa che al 99% dà via Pogba, ci sono numeri e vanno rispettati. Devi venderlo e pentirti, però poi va rimpiazzato. I Van Basten e Gullit sono arrivati da semisconosciuti ma eravamo talmente bravi a lavorare sul campo che sono diventati quelli che erano. Oggi prendiamo scoppole in giro, non diamo spazio ai giovani, da noi non giocano. Possibile che al mercato di gennaio non ci sia stato uno di B meritevole di andare in A?”

Sui dirigenti.
“Da vent’anni a questa parte c’é stato un cambio generazionale di presidenti. Oggi si contano sulle dita di una mano i dirigenti che fanno i dirigenti e comandano. Ci sono tanti presidenti che fanno le cose in prima persona. La classe dirigenziale non è più all’altezza come vent’anni fa, perchè è delegittimata dalle stesse proprietà. Noi procuratori non siamo il male, perché in molte situazioni abbiamo portato tanto. Sono delegittimati i dirigenti”.

Sul colpo del mercato di gennaio.
“Sul mercato non posso votare per Gabbiadini che è mio, allora dico Correa alla Samp. Se ne è parlato poco, è molto forte: un colpo che piace a me. Ha vent’anni, l’ho visto di fronte a 60.000 persone: sorrido quando dicono che devono ambientarsi da noi. Giocava vicino a Veron, che non è l’ultimo arrivato: che bisogno di tempo ha?”

Su Gabbiadini.
“È bello che un giovane italiano possa andare a giocare in una squadra italiana. Quando ho ricevuto la telefonata da Bigon, convenivamo come fosse quasi impossibile la trattativa. La Samp andava bene, c’era la Juve, ma si va dietro sensazioni. Quando capisci che c’è un’apertura, significa che non sei mai incedibile. Il Napoli è stato bravo perché a giugno ci sarebbe stata la comproprietà a creare qualche problema, se non credi in maniera spasmodica nel giocatore. Il Napoli ha messo soldi veri. Se Gabbiadini ritroverà Mihajlovic a Napoli? È una domanda da fare ad altri. Lo hanno voluto tutti, Benitez ha espresso belle parole. Siamo in mani sicure: grande allenatore, progetto tecnico sposato, lui può stare dappertutto. Con giocatori così, per me non esiste modulo o allenatore. Quando sento uno che si lamenta…”

Sul colpo dell’estate.
“Siamo un campionato di transito, sarà banale ma non abbiamo la forza economica. Piange il cuore a vedere andar via Cuadrado. E pure Pogba partirà. Ogni domenica fa tali cose che…Grandi club come Real e United si butteranno su di lui”.

Su Giulio Donati.
“Giulio due anni fa giocava in Serie B al Grosseto, poi ha disputato un buon Europeo Under 21. Il Bayer Leverkusen lo ha notato: in Germania ha disputato un primo grande campionato, ne sta facendo un altro. In Nazionale non lo considerano perché è all’estero: voglio vedere adesso Giovinco come farà… Donati è un caso che fa parte di quel coragio che non abbiamo più, l’Inter in quel ruolo sulla fascia non aveva certo Tassotti o Zambrotta, eppure…Non diamo più quel tempo, quell’opportunità di sbagliare che a 19-20 anni devi avere. Errori ne commettiamo tutti. I ragazzi vanno all’estero e sembrano altri giocatori, glie lo leggi in faccia: sembrano più amati, più apprezzati. Noi invece maltrattiamo il nostro prodotto”.

Sugli altri.
“Zaza che tornerà alla Juve è un prospetto importante. Quello di Rugani è un colpo che vedo sottovalutato. È un grande acquisto, un grande calciatore: un difensore di alto profilo come lo erano Cannavaro e Nesta. Lui e Romagnoli rappresentano il futuro in questo settore. Giovani poco considerati? Verratti non ha mai giocato in A, nessuno l’ha voluto. Cairo prima era molto più presenzialista, ora dà spazio. A livello di mercato Petrachi è libero, capita a pochi ds. Il Parma? Da altre parti sarebbero già fuori. Ferrero? Lui ed io abbiamo litigato pesantemente al rinnovo della comproprietà di Gabbiadini. Poi, come spesso capita in questi casi, il rapporto è diventato ottimo. A livello mediatico Ferrero è una cosa, ma poi è molto attento ai numeri. Non fa poesie quando si tratta di lavoro. Cassano? “Antonio era a vedere Spezia-Avellino, magari lui e la moglie vogliono stare vicino a Genova…”

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