Pagliari: “Balzano super, very well also Antenucci and Bellusci”

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A Cagliari lo chiamano già il treno. Otto presenze, un assist decisivo già alla prima giornata, tante sgroppate sulla fascia e diverse prove da protagonista, comprese quelle nei colpi di Milano ed Empoli: Antonio Balzano sta conquistando la Sardegna colorata di rossoblù. Il rossoblù di un Cagliari che sta facendo sempre meglio. Silvio Pagliari, agente di Balzano, ha commentato i primi mesi del suo assitito, parlando anche del Leeds di Cellino, ex presidente proprio del Cagliari, dove tanto bene stanno facendo altri due calciatori targati Player Management: Antenucci e Bellusci.

Di seguito l’intervista rilasciata a Sardegna Sport.

È sicuramente una delle note liete del Cagliari targato Zeman. Nemmeno troppo inattesa, visto che quando Antonio Balzano da Bitonto arrivò in Sardegna dopo la scadenza del contratto che lo legava al Pescara (di cui era capitano) le prime reazioni furono immediatamente positive. Protagonista a Reggio Emilia (fornì l’assist-gol a Sau), a Milano ed Empoli (teatri dei poker rossoblù), e da ultimo mercoledì contro il Milan, abbiamo parlato dei suoi primi mesi in rossoblù con il suo agente, Silvio Pagliari. Siamo entrati a gamba tesa anche su altri temi: dal cammino del Cagliari al modus operandi di Giulini, Marroccu e Cellino, quest’ultimo ora a Leeds, dove giocano Bellusci e Antenucci, assistiti proprio da Pagliari.

Pagliari, si aspettava un impatto così positivo a Cagliari per Balzano?
“Me lo aspettavo, non ho mai avuto dubbi. Con Zeman aveva fatto benissimo a Pescara, e lo ha indicato subito come potenziale innesto. Era in scadenza col Pescara, c’è stata la possibilità di tornare in Serie A (conquistata con Zeman nel 2012 ndr), che era il primo obiettivo e siamo felici di averlo raggiunto a Cagliari. Antonio si trova molto bene in città, con i compagni. Credo e so, parlando con lui, che il clima è quello giusto per lavorare, divertirsi e divertire la gente di Cagliari”.

Che idea si è fatto di questa nuova società, della nuova gestione, anche confrontandola con chi comandava fino a pochi mesi fa?
“Con Francesco (Marroccu ndr) c’è una bella amicizia personale, ma al di là di questo posso solo parlarne bene come professionista. Ha proseguito sulla linea della fiducia ai giovani, provenienti dal vivaio e non, un’idea che aveva in mente già nella prima esperienza a Cagliari. Lui e la proprietà hanno un compito arduo, cioè quello di succedere ad un presidente come Cellino che ha fatto la storia del club mantenendolo in Serie A per 17 stagioni su 23 di presidenza. Mi sembra comunque che ci siano idee chiare, Marroccu è competente, sa operare in questo mondo e forse in società sono più avanti del previsto con il lavoro, non solo dal punto di vista sportivo”.

Ha nominato l’ex patron, impossibile non chiederle che Cellino ha trovato a Leeds. Fa sempre sudare le controparti quando ci si siede al tavolo?
“Guardi, Cellino è sempre lo stesso. Una persona competente, intelligente, che sa fare affari. Sulla difficoltà nel lavorare con lui dico una cosa: quando ci si parla chiaro è difficile avere problemi, e con Cellino mi vanto di avere un buon rapporto. Poi i miei calciatori (Bellusci e Antenucci ndr) stanno facendo bene e questo aiuta (ride ndr). Cellino sta pagando lo scotto del primo anno in una nuova realtà, la Championship è un campionato difficilissimo, bellissimo grazie anche alla media spettatori molto alta. Il presidente è in grande forma, segue la sua squadra da padre padrone, come ha sempre fatto, ma questo vuol dire anche una cura attenta per il lavoro quotidiano della squadra”.

Torniamo alla situazione di Balzano. C’è questo dualismo con un “senatore” come Pisano che ci porteremo dietro tutto l’anno. Come lo vivete?
“Antonio è uno che va a mille all’ora tutti i giorni, sa che deve sacrificarsi e buttare tutto sul campo d’allenamento e la domenica. Conosce Zeman, che non transige e sa che appena molli un attimo te lo fa notare e ti parcheggia. Se non ci fosse stato Pisano il dualismo sarebbe nato con un altro, fa parte del calcio e aiuta a stare sul pezzo”.

Chiudiamo aprendo il campo visivo: che idea si è fatto del Cagliari di Zeman, dove può arrivare e cosa ha tolto quella manciata di punti che mancano all’appello?
“Mi piace guardare i rossoblù. Zeman è uno che porta avanti un progetto tecnico innovativo, checché ne dicano i detrattori e a dispetto della carta d’identità del mister, anche perché le idee non invecchiano mai. La società ha puntato giustamente su un tecnico che sa lavorare con i giovani, che devono avere fame e voglia di emergere. Zeman è un allenatore moderno, gli mancano dei punti perché in alcune partite si sono ‘mangiati’ dei gol in maniera clamorosa, e in Serie A se non capitalizzi alla fine perdi. Contro il Milan ho visto un ritmo offensivo progredito, a Empoli sono arrivate quattro reti, il trend mi pare positivo. Obiettivo? Il Cagliari si può salvare tranquillamente, giocando bene e valorizzando tanti giocatori di proprietà che ha in organico”.

Tra cui quell’osso duro di Balzano che nell’Isola ha già conquistato tutti.

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